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Tour alla prigione di Alcatraz

Tour alla prigione di Alcatraz
luglio 09
09:00 2014

Prenotate con un po’ di anticipo la vostra visita alla prigione di Alcatraz, anche online: scegliendo il tour del tardo pomeriggio potrete ammirare un bellissimo tramonto rientrando nella baia in battello.

Corridoio di Alcatraz

I corridoi di Alcatraz

Sbarcati sull’isola una guida vi descriverà gli edifici esterni alla prigione.
Varcato il cancello, ci si mette in coda come i prigionieri e nella zona accoglienza si viene muniti di audio-guida (anche in italiano).
Il percorso all’interno della galera verrà man mano indicato dalle voci registrate. Sono voci speciali, proprio delle sentinelle e dei carcerati che tanti anni hanno trascorso sul piccolo isolotto. Un dettaglio che, a parere mio, rende ancor più emozionante la visita.

Tra celle con ancora gli oggetti creati dai prigionieri, piccoli cortili per l’ora d’aria, il refettorio con appeso il menù dell’ultima colazione il giorno della chiusura e, al termine, le spaventose stanze dell’infermeria.
Le anguste e buie celle di isolamento al fondo di Broadway, il corridoio centrale, lasciano solo immaginare le drastiche pene inflitte ai carcerati più indisciplinati, punizioni talmente dure e lunghe, anche mesi, da poter minare seriamente persino la sanità mentale del malcapitato “ospite”.
Anche il lavoro non era un diritto di tutti ma un premio riservato ai più diligenti.

Alcatraz, soprannominata “The Rock” – “la roccia” – in quanto si trova su terreno emerso prevalentemente roccioso, ha ospitato per 29 anni di apertura i peggiori criminali di quei tempi, ritenuti pericolosi o già fuggiti da altre carceri.
Da qui si racconta siano evasi 36 detenuti, ma nessuna fuga è stata realmente documentata e molte restano pure leggende metropolitane.
Pare che le forti correnti, l’acqua gelida e la presenza di squali nella baia fossero ottimi deterrenti a favore della sicurezza della prigione! Probabilmente nessuno ha mai raggiunto le sponde di San Francisco.

Albatross ad Alcatraz

Albatross ad Alcatraz

Gli alloggi del direttore e delle guardie si trovano separati dall’edificio principale e fanno apparire il complesso un po’ come un tranquillo borgo abitato da persone comuni.
Oggi gli unici abitanti rimasti sono le sule, uccelli marini che scelgono la tranquilla isola per costruire i loro nidi. “Alcatraz” è proprio la traduzione dello spagnolo “sula”.

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Greta Dealessi

Greta Dealessi

La forte curiosità di vedere, conoscere e capire gli altri Paesi hanno spinto Greta poco alla volta a trasformare il suo modo di viaggiare. Meno turista ma più viaggiatore. Amante dei viaggi itineranti, on the road, dove non si sta mai fermi e si assaggia tutto. Torna sempre a casa con un bagaglio più pesante che alla partenza, colmo di souvenir ma anche di esperienze. Perché da un viaggio non si torna mai come si era partiti. Trovate tutti i racconti delle mie avventure vissute rigorosamente in prima persona sul blog The Greta Escape.

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