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Safari al Kruger National Park in Sudafrica: da sapere prima di partire

Safari al Kruger National Park in Sudafrica: da sapere prima di partire
gennaio 27
08:25 2016

Sognavo un viaggio in Sudafrica soprattutto per un motivo: avevo il forte desiderio di fare il primo safari della mia vita. Non avevo idea di cosa aspettarmi e avevo in mente poche idee e molto confuse, create a immagine e somiglianza dei documentari che si vedono alla televisione. Allo stesso tempo, però, sapevo che dovevo rimanere con i piedi per terra e non aspettarmi distese sconfinate con mandrie che sollevano un gran polverone al loro passaggio e leoni che sbranano altri animali seguendo il naturale cerchio della vita. Ecco cosa ho imparato dopo aver fatto tre giorni di safari all’interno del Kruger National Park, spero che i miei consigli vi aiutino a organizzarvi al meglio.

 

Quanto è grande il Kruger National Park?

La prima cosa da sapere del Kruger National Park è che è immenso, all’incirca come tutta la Lombardia o come tutto Israele… non so se ho reso l’idea! Questi due milioni di ettari di terra si estendono per 350 chilometri in lunghezza e 67 in larghezza sfiorando i confini di Zimbabwe, Swaziland e Mozambico con diversi paesaggi tra nord, centro e sud e uno dei più vari habitat per centinaia di specie di animali.

Che tipo di esperienza vuoi fare? Lusso o avventura?

L’esperienza che si può fare nel parco varia molto secondo il tipo di viaggio che state cercando: si va dal safari auto organizzato con alloggio in campeggio e guida con mezzi propri alle lussuosissime riserve private all’interno di aree riservate. La scelta varia in base a quanto volete essere autonomi e, ovviamente, al budget a disposizione. È importante sapere che gli alloggi più economici all’interno del parco sono prenotati con un anno di anticipo, quindi fate bene i vostri calcoli! L’alternativa è alloggiare fuori dal parco, il più vicino possibile ai cancelli o gate d’ingresso (vi consiglio Nelspruit o Hazyview). Inoltre, anche se prenotate l’alloggio in autonomia, questo non vieta che possiate unirvi a un safari organizzato senza dover noleggiare per forza un’auto. Per quanto riguarda le riserve private, invece, la più famosa è Sabi Sand ma i prezzi sono decisamente alti e l’esperienza meno avventurosa.

Rinoceronti nel bush del Kruger National Park

Qual è il periodo ideale per un safari al Kruger National Park?

Il periodo ideale per fare un safari al Kruger National Park va da giugno a settembre, che corrisponde all’inverno sudafricano e quindi al momento in cui molti alberi sono privi di foglie, facilitando gli avvistamenti perché gli animali sentono la scarsità di cibo e acqua ed escono allo scoperto. L’estate sudafricana va da dicembre a febbraio: la flora è rigogliosa ma questo permette agli animali di nascondersi meglio.

Safari con la guida o in autonomia?

Questo era un altro quesito che ronzava nella mia testa prima di partire. Poiché era il mio primo safari, ho scelto di farne solo di organizzati perché non mi sentivo sicura da sola all’interno di un parco così grande. Inoltre, se non si conoscono i comportamenti degli animali, è meglio farsi guidare da chi fa questo mestiere. Sono stata felice della scelta non tanto perché guidare una macchina a noleggio da soli nel parco sia complicato, quanto perché con la guida è più facile avvistare gli animali e le loro tracce. Un altro vantaggio del safari guidato è che le jeep sono in genere più alte delle macchine a noleggio e anche questo contribuisce all’avvistamento degli animali. La regola fondamentale in ogni caso è questa: mai, mai e poi mai uscire dalla macchina! Fatelo solo nelle aree preposte e recintate.

Safari con la jeep nel Kruger National Park

Come vestirsi per un safari al Kruger National Park?

Forse non tutti sanno che l’esperienza del safari comincia molto presto la mattina, con una sveglia antelucana e il gelo che s’insinua fino alle ossa. Siate preparati ad affrontare pochi gradi e nessuno si farà male! Vi consiglio di vestirvi a cipolla, in modo che col passare delle ore possiate togliervi a poco a poco gli strati dei guanti, cappello di lana, giacca impermeabile, pile, ecc. Non sottovalutate il freddo perché io ne ho patito davvero tanto nonostante fossi ben attrezzata! Un altro consiglio che vi do è di portarvi un binocolo… il mio era rimasto in Italia e sarebbe servito più di una volta perché le guide hanno una vista da aquila e a volte è difficile scorgere gli animali che indicano.

Non fatevi ossessionare dai big five

Un ultimo consiglio spassionato: non fatevi ossessionare dal voler vedere tutti i big five (elefante, leone, leopardo, rinoceronte e bufalo). So che è più facile a dirsi che a farsi, anch’io ero piuttosto nervosa finché non li ho visti tutti, ma sappiate che alcuni vivono molto appartati e non sempre si concedono al pubblico. Per esempio per avvistare il leopardo abbiamo fatto un appostamento di quasi due ore grazie a una soffiata di una guida del parco! Inoltre, data la biodiversità del Kruger National Park, fatevi sorprendere anche dalla fauna selvatica che non pensavate proprio di vedere!

Elefanti nel Kruger National Park

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Autore

Serena Puosi

Serena Puosi

Mi chiamo Serena, sono copywriter, blogger e social media specialist. Vivo in Toscana e le mie passioni più grandi sono i viaggi, la scrittura, la lettura e la fotografia. Su Mercoledì tutta la settimana condivido i miei consigli e le mie emozioni sul mondo. Ho pubblicato un libro su un viaggio in India

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