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Natura

On the road: cinque fra le strade più belle in viaggio

On the road: cinque fra le strade più belle in viaggio
luglio 13
08:44 2015

Non è importante la meta ma il viaggio!
Quante volte ve l'hanno ripetuto? E allora vediamo quali sono i percorsi migliori da fare!

Di racconti di viaggi on the road è piena la letteratura, e non è un caso, è proprio quella la parte più affascinante: non c’è niente come attraversare un posto, tagliarlo nel mezzo e respirare la sua atmosfera.
Con l’aereo è tutta un’altra storia: per fortuna che esiste, vero, ma alla fine cos’è se non un contenitore che ci mette sotto vuoto e che chiude il mondo fuori prima di catapultarci in una realtà nuova?
Il treno, l’auto, la nave, il bus invece… beh, basta aprire un finestrino e wow! Ecco che il viaggio ci invade con tutta la sua forza.

Scommetto che anche voi avete provato questa sensazione, e il bello è che arriva ogni volta con un carattere diverso, è un’esperienza sempre nuova; Cabiria di Trip or Treat ci racconta la sua esperienza, magari qualche pezzo di strada è lo stesso che avete percorso anche voi.

Da Siem Reap a Battambang, sul fiume

Cambogia, i villaggi galleggianti

Cambogia, i villaggi galleggianti

Quello sul fiume è il viaggio lento per definizione, e per come la vedo io, la Cambogia è uno di quei posti dove la lentezza fa davvero la differenza. È bello passare tra i villaggi e andare alla stessa velocità della vita che scorre là dentro, godersi le giornate al ritmo del sole; ci ho messo più di sette ore per arrivare a Battambang da Siem Reap: non è sicuramente la soluzione più riposante (non pensate ad una nave da crociera, tutt’altro), ma di sicuro là sopra non manca il tempo di guardarsi attorno e pensare. Ora come ora non è forse questo il lusso vero?

La strada costiera di Amed

La costa orientale di Bali

La costa orientale di Bali

Questa è una delle strade panoramiche più belle di Bali, corre lungo la costa est dell’isola e se potete vi consiglio di percorrerla in motorino: non è mai troppo trafficata e le condizioni sono quelle che sono, soprattutto in alcuni tratti, ma la vista che vi regalerà vi saprà ricompensare di tutto.
Se decidete di andarci, vi consiglio di farlo subito la mattina, quando i colori dell’isola si stanno risvegliando e il sole non brucia ancora alto nel cielo: i riflessi dell’alba che sta scendendo nell’oceano sono un qualcosa che rimette in pace col mondo, non si dimenticano.

Thailandia del nord: da Chiang Mai alla foresta

In Thailandia su un songthaew

In Thailandia su un songthaew

Chiang Mai è probabilmente il centro più conosciuto della Thailandia del nord; è una cittadina vivace, un buon compromesso per chi non ama le metropoli come Bangkok, ma non cerca la quiete assoluta. Del mio ultimo viaggi in Thailandia, uno dei pezzi di strada che più mi sono rimasti è quello che da Chiang Mai porta a Huay Pakoot, un piccolo villaggio di karen nella foresta al confine con la Birmania: per raggiungerlo da Chiang Mai ci sono volute circa cinque ore a bordo di un songthaew, durante le quali si vede bene come ad un certo punto l’uomo si arrende per cedere il passo alla natura. Le case in cemento scompaiono, i mezzi sull’asfalto diminuiscono, anche l’asfalto finisce: è la foresta che invade tutto; a Huay Pakoot ho capito davvero cosa vuol dire avere rispetto per la natura, e soprattutto averne timore: laggiù ci si sente molto piccoli, e indifesi.
E’ un’esperienza che chiunque dovrebbe provare.

Australia: il Red Centre

Australia, il Red Centre

Australia, il Red Centre

Quando dicono che “there’s nothing like Australia” hanno ragione, uno se ne accorge soprattutto quando mette piede nel deserto: dove altro capita di fare 400 chilometri in un giorno senza incrociare anima viva? Non proprio ovunque, questi posti si contano sulle dita di un paio di mani.
Il cellulare non prende, tutto attorno la roccia e tanta sabbia rossa: sono spazi così immensi da aver quasi paura a respirare, perché non si sa da che parte iniziare, è tutto così troppo, così esagerato.
A questo pezzo di strada in particolare associo un fortissimo senso di libertà, ricordo ancora molto bene il fischio del vento che spazzava gli arbusti e che copriva il rumore della macchina, prima di infilarsi in qualche gola e di sparire lontano.

Big Sur, da San Francisco a Los Angeles

Veduta di Big Sur

Veduta di Big Sur

Ebbene sì, io sono una che va spesso e volentieri a Est, ma una delle strade più belle dei miei viaggi sta a Ovest: sto parlando di Big Sur, praticamente una leggenda.
Ho percorso in macchina il tratto che separa San Francisco da Los Angeles e vi dico solo una cosa: per fortuna non guidavo io!
Già, perché è impossibile staccare gli occhi da tanta bellezza: la strada si srotola lungo la costa che si butta a picco nel mare, disegnando un profilo degno della tela di un grande pittore.
È in posti come questi che davvero si capisce che l’artista migliore è sempre la natura, non si batte.

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Cabiria - Trip or Treat

Cabiria - Trip or Treat

Viaggiatrice indipendente e zaino in spalla, appena posso scappo in Asia, ma una volta sono andata un po’ lunga e sono finita in Australia. L’obiettivo, da grande, è di esagerare davvero e finire in Sudamerica, così chiudo un giro. Troppo ambizioso? Può darsi, ma è per questo che ci provo.

2 Commenti

  1. Simone Sartori
    Simone Sartori luglio 14, 10:59

    sono tutte da fare queste, le segno! le mie invece sono la storica route66 e la IcefieldsParkway in Canada!

    Rispondi a questo commento.

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