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Marrakech, un’esperienza indimenticabile

Marrakech, un’esperienza indimenticabile
novembre 03
08:31 2014

Avete presente quella voglia di visitare a tutti i costi una città senza nemmeno conoscerne il motivo? Bene. Io questa sorta di “magnetismo” l’ho vissuto con Marrakech. Sono trascorsi ormai 5 mesi dal mio viaggio in questa città incantevole ma ancora oggi, se chiudo gli occhi, mi sembra di sentire l’odore squisito del té alla menta e il brusìo eterno di Piazza Djemaa el Fna.

Sono sempre stata attratta dall’Africa, ho sempre sognato (e continuo a farlo) tanti lunghi viaggi in questa terra calda e arida, e un primo approccio al continente nero è avvenuto in Marocco. La moltitudine di paesaggi e di esperienze che questa terra offre attrae oggi diverse tipologie di viaggiatori: ci sono quelli che preferiscono godersi la costa, quelli che bramano la sabbia rossa del deserto e, ancora, quelli che invece sono attratti dalla storia e dalla cultura delle meravigliose Città Imperiali. Personalmente, sebbene con il marasma non sia in sintonia, non ho proprio resistito al richiamo travolgente di Marrakech e al cielo stellato del deserto con i capelli scompigliati dal forte vento.

Souk Marocco

Marrakech è colore. È caos, gatti spelacchiati, motorini impazziti, lenti asini. È una lingua arrabbiata che nasconde una gentilezza del tutto straordinaria. E’ una cartina intricata che verrà gettata dopo aver fatto i primi passi: qui, orientarsi, è impossibile e alla fine non vi interesserà nemmeno più. Il bello di questa città è proprio il vagare tra le sue labirintiche strade, incantarsi davanti alle persone che scelgono cosa acquistare nel baccano del mercato di frutta e verdura, osservare gli artigiani che sistemano sui banchi la loro mercanzia e sentire nell’aria un odore indefinibile e indescrivibile di spezie. E’ prepararsi a lunghe ed estenuanti contrattazioni nel souk per acquistare un ninnolo qualsiasi, finendo irrimediabilmente a condividere il rito del tè alla menta.

Souk

È darsi come punto di riferimento la Moschea Koutoubia, splendida nei sui quasi 80 mt di altezza, che fa da guardia alla città e dalla quale si propaga il canto del muezzin che richiama alla preghiera. Marrakech è Piazza Djemaa el Fna, il cuore nevralgico che pullula di gente e vibra di canti, balli e urla con il suono dei tamburi che sembra non voler finire mai. È incantatori di serpenti e donne che ti tirano letteralmente da un braccio e senza che tu abbia il tempo di accorgertene ti dipingono sulla pelle fiori e ghirigori con una siringa colma di tintura all’henné. Djemaa el Fna è una trasformazione improvvisa e magica: di giorno groviglio di mercanti, di sera un ristorante a cielo aperto dove alla fine sceglierai dove mangiare più per sfinimento di tutti gli “acchiappini” piuttosto che per fame.
Marrakech è il silenzio improvviso di Palazzo el Badi, un antichissimo edificio di cui restano le sue rovine e le grosse cicogne che nidificano sulle mura e squarciano l’atmosfera surreale con le loro grandi ali meravigliose. È l’incanto provato davanti ai mosaici colorati e alle antiche opere di artigianato custodite nel Museo di Marrakech, che si trova proprio accanto ad un altro luogo che trasmette una pace infinita: la Medersa di Ben Youssef, antica scuola coranica della città con il suo cortile rivestito di zellij e meravigliose mura intarsiate. È il verdeggiante Palazzo Bahia e il silenzio delle Tombe Saadiane.
Marrakech è un bagno di colore nel Giardino di Majorelle, appena fuori dalle mura della Medina, nella città nuova. Il suo blu vi stordirà, i fiori di loto galleggianti vi ipnotizzeranno, lo stile moresco vi incanterà. È un piccolo paradiso che vi farà dimenticare per un attimo il trambusto della città.

Giardini Majorelle

Giardini Majorelle

Marrakech è un’esperienza. È un modo di vivere che non si può dimenticare. È il cercare di abituarsi all’insistenza di tutti che vogliono venderti tutto ma è anche l’incontro di tanti sorrisi quasi mai perfetti che nascono spontanei e riscaldano cuori. E in un paese povero può esistere mai ricchezza più grande?

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Autore

Farah Mesiti

Farah Mesiti

Mi chiamo Farah e ho fatto dei viaggi la mia filosofia di vita: ho iniziato a viaggiare solo 5 anni fa, quando ho lasciato il mio guscio in Calabria per spiccare il volo. Da quel momento, però, non mi sono più fermata. Da sempre impegnata nel mondo del turismo per lavoro ma soprattutto per passione, appena posso faccio la valigia e scappo da qualche parte cercando di coltivare la mia altra grande passione, la fotografia. Nel mio blog "Viaggi nel Cassetto" tiro fuori tutti i viaggi (anche -e soprattutto- mentali) che custodisco nel cassetto, chiusi a chiave, tra istantanee e cartoline. Amante della musica ed instancabile sognatrice, non mi vedrete mai in giro senza cuffiette e iPod: ogni viaggio ha la sua soundtrack!

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