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Cracovia: una città che incanta

Cracovia: una città che incanta
ottobre 10
08:20 2014

Vi siete mai sentiti incantati da una città tanto da pensare di averci abitato in una vita passata? Questo è l’effetto che a me ha fatto Cracovia, visitata a primavera 2011.

Scelta spesso come base per la visita al campo di concentramento di Auschwitz e al campo di sterminio di Birkenau, dai quali dista circa 65 km, Cracovia ha un’efficiente stazione degli autobus che quotidianamente organizza le corse; mentre a chi volesse andare in auto, è utile ricordare che sulle indicazioni stradali non troverete più la scritta tedesca Auschwitz, bensì il corrispondente nome locale Oswiecim.

Fuori dai confini segnati dal passaggio del fiume Vistola, forse Cracovia vi apparirà ancora provata dal passaggio di entrambi i totalitarismi che hanno segnato la Storia di Europa, ma una volta oltrepassato il maestoso fiume e si entra nel cuore pulsante della città, con uno stile architettonico a metà tra il rinascimentale e il gotico, rimasto intatto nonostante il passaggio della Seconda Guerra Mondiale: Rynek Glówny, la Piazza del mercato principale e il Fondaco dei Tessuti, una galleria un tempo centro del commercio dei tessuti della città, vi avvolgeranno coi loro colori e nei movimenti.

Rynek Glówny

Rynek Glówny

Ricordatevi che Cracovia è una città a misura d’uomo, l’ideale per esser visitata in modo indipendente, con indicazioni turistiche impeccabili e con un Ufficio dei Servizi Turistici dal personale disponibile ed efficiente.

Innanzitutto è d’obbligo una visita al Kazimierz, fulcro della comunità ebraica dal Quattordicesimo secolo alla Seconda Guerra Mondiale. Fu a lungo una città indipendente, in cui ebrei e cattolici convissero, ovviamente in settori ben distinti, il primo ad est, il secondo ad ovest.

Ma l’architettura vi testimonierà da sola la coesistenza delle due comunità: 5 chiese e 7 sinagoghe, di cui ancora una rimasta luogo di culto. Per quanto la componente etnica oggi sia cambiata, il Kazimierz potrà sembrarvi un silenzioso quartiere che apparentemente si è fermato nel tempo.

Da non perdere, poi, la collina con la cattedrale e il castello del Wawel, simbolo principale della città nonché della Polonia intera, sede per più di cinque secoli dei re che governarono la nazione.

Chi, invece, ha visto film o documentari sulla storia di Karol Wojtyla potrà riconoscere almeno il cortile centrale del Collegium Maius, l’edificio più antico della nazione che ospita gli strumenti astronomici di Copernico.

Infine, se vi rimane tempo, vi consiglio vivamente la visita alle suggestive miniere di sale di Wieliczka, dal 1978 nella lista dell’Unesco dei Patrimoni dell’Umanità.

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Autore

Silvia Ceriegi

Silvia Ceriegi

Silvia Ceriegi, classe ’79, chimico industriale. Mamma e moglie, viaggia fin da quando era bambina. Trippando nasce per gioco, per passare il tempo durante una calda estate col pancione. Dopo pochi mesi diventa una cosa seria. Viaggi, viaggi, sempre viaggi. La voglia di condivisione e la grande curiosità mi ha portato ad aprire le porte di Trippando ad altri blogger, con il comune denominatore della passione per i viaggi. La “squadra” dei Trippando’s è in costante aumento e vanta appassionati e specialisti di viaggio.

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