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Napoli in tre giorni: un tour insolito della città

Napoli in tre giorni: un tour insolito della città
febbraio 27
09:00 2017

Alla scoperta del lato culturale e artistico di Napoli. Un itinerario di tre giorni dal Maschio Angioino al Rione Sanità, tra musei e luoghi storici.

Una delle città più folcloristiche al mondo. Una delle città più affascinanti, poliedriche e ricche di tesori. Napoli. Una città così bella che non esserci mai stati è davvero un’eresia, soprattutto se si è italiani.

Molti conoscono Napoli per il meraviglioso Cristo velato e – ovviamente – per la gastronomia divina. Stavolta non parleremo né di pizze né di sfogliatelle, sebbene le specialità napoletane siano un aspetto tutt’altro che insignificante. In questo articolo, però, vogliamo parlare di qualcosa di diverso: vi proponiamo un itinerario insolito per tre giorni alla scoperta del lato artistico e culturale della città.

Per raggiungere ciascuno dei posti segnalati potrete usufruire esclusivamente dei mezzi pubblici (metro e bus) o dei taxi.

PRIMO GIORNO

Il primo giorno non può che iniziare dal centro storico partendo dalla piazzetta Bellini per arrivare in via San Gregorio Armeno. Nell’ambito di questo tour artistico e culturale, vi chiediamo di soffermarvi sull’arte murale che caratterizza questa zona. Tantissimi artisti, difatti, hanno scelto proprio Napoli per dar sfogo al loro estro creativo.

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Basta guardarsi attorno per scovare tanti murales, stencil e graffiti. In foto (in basso) trovate una delle tante opere di Exit EnterSe siete appassionati di street art, vi consiglio di non perdervi l’unica opera di Banksy in Italia (Madonna con la pistola, Piazza dei Girolamini, Napoli).

Nel pomeriggio procediamo verso il Maschio Angioino – così detto proprio perché risale all’epoca angioina – nonché uno dei simboli indiscussi della città. Il Maschio Angioino, anche detto Castel Nuovo, è un edificio storico a cui sono legate numerosi aneddoti e leggende e per questo motivo vi consigliamo di visitarlo ritagliandovi il tempo necessario per poterlo ammirare in toto.

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All’interno troverete il museo civico in cui sono racchiuse numerosissime opere – sia pittoriche che sculture – che permettono di ripercorrere la storia partenopea. Troverete persino delle sculture particolarissime realizzate interamente in cera da un artista napoletano. Da non perdere la vista del Vesuvio dalla terrazza al tramonto.

SECONDO GIORNO

Il secondo giorno lo dedichiamo al Rione Sanità, uno dei rioni più caratteristici e autentici della città. Proprio in questa zona si trovano due luoghi unici ed estremamente particolari: il Cimitero delle Fontanelle e le Catacombe di San Gennaro.

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Il Cimitero delle Fontanelle (in foto, in alto) è una vera e propria oasi di culto e silenzio, soprattutto se comparata al caos e al continuo brusio tipico della vita napoletana. Questo cimitero nacque per raccogliere i resti delle vittime delle epidemie di peste e colera del ‘600 e del ‘700. Più che un cimitero, col passare del tempo questo luogo si è trasformato in un non-luogo in cui la spiritualità e la superstizione si intrecciano profondamente.

Alcuni teschi vengono venerati da una fetta del popolo napoletano a tal punto che tra le ossa si ritrovano preghiere, santini, fotografie e rosari. Famosissimo è il teschio che suda o teschio di Donna Concetta. Qui trovate informazioni sugli orari d’apertura e sul prezzo del biglietto.

Altrettanto suggestive e inserite tra le catacombe più grandi d’Europa, le Catacombe di San Gennaro sono delle aree cimiteriali sotterranee risalenti al II-III secolo. Da non perdere per scoprire la storia – e la miriade di leggende – di San Gennaro.

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Dal Rione Sanità ci spostiamo a Posillipo per ammirare uno degli edifici più incantevoli di Napoli: Palazzo Donn’Anna. Dopo aver scattato una bellissima foto al panorama, si può passeggiare accarezzati dalla brezza del mare per poi raggiungere la spiaggetta dei pescatori di Mergellina e fermarsi lì per vedere tramontare il sole all’orizzonte.

TERZO GIORNO

Il terzo giorno lo dedichiamo ai castelli: Castel Sant’Elmo – da cui si gode di una delle viste più belle di Napoli – e Castel dell’Ovo. Quest’ultimo, una sorta di isolotto-fortezza collegato direttamente al lungomare, è il castello più antico della città e vi si accede gratuitamente.

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Dopo una buona pizza in uno dei ristoranti sul lungomare, col bus raggiungiamo il Museo di Capodimonte. Meravigliose le ceramiche al suo interno, così come la coesistenza dell’arte antica e di quella contemporanea. Pensate, nel Museo di Capodimonte potrete trovare sia un capolavoro di Caravaggio che un’opera raffigurante il Vesuvio realizzata da Andy Warhol.  Lo scopo è proprio quello di unire due tipologie di arte così differenti e farle vivere assieme nel medesimo edificio.

Se invece volete dedicarvi esclusivamente all’arte contemporanea, vi consigliamo il Museo Madre, nel cuore partenopeo.

Ora non ti resta che cercare una sistemazione. Scopri qui tutti gli hotel a Napoli.

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Autore

Manuela Vitulli

Manuela Vitulli

Curiosa, entusiasta, irrequieta. Non mi interessa la perfezione, ma la felicità. Quando penso che al di là delle quattro mura di casa o di un ufficio c'è un mondo da scoprire, vado in estasi. Il solo pensiero che il mondo mi attende mi fa andare in visibilio, mi fa entusiasmare fuori ogni misura. E così da quando ho iniziato a viaggiare non ho mai smesso, ma torno sempre con piacere nella mia terra, la Puglia. Potete leggere delle mie esperienze condite delle mie emozioni sul mio blog Pensieri in Viaggio.

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