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Come fare la valigia tra scienza e filosofia

Come fare la valigia tra scienza e filosofia
febbraio 16
08:43 2015

Un simpatico "trattato" di Gabriele Saluci che ci spiega come fare la valigia

Non ci si pensa, ma fare la valigia è una cosa estremamente ardua, così incredibilmente difficile che se solo ci si rendesse conto di quanto sia una complicata combinazione di migliaia di fenomeni e leggi fisiche, gli si sbomballerebbe il cervello. Mi riferisco a quello che sosteneva, dopo che le assistenti di terra al gate gli hanno proibito di portare oltre allo zaino il casco integrale da motociclista, che per qualche motivo medico doveva portare il caso in testa. O a quel tizio che indossava un accappatoio in giro per l’aeroporto dicendo che faceva freddo. Io qualche tempo fa dovevo trasferirmi in Polonia per qualche tempo. Siccome non mi piace regalare soldi in giro, ho pensato bene che oltre al bagaglio a mano, il bagaglio da stiva piccolo di Ryanair sarebbe stato sufficiente. Alla fine mi sono ritrovato a indossare quindici chili di vestiti, a trascinare un bagaglio a mano da venticinque e ad imbarcare un minuscolo e inutile bagaglio da stiva.

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Di guide su come preparare la valigia ce ne sono già troppe: se si cerca su Google ci sono così tante “top 10 consigli” che avrei potuto fare anche io una top 10: “i 10 miglior post sui 10 miglior consigli su come preparare una valigia”. Ma sono tutte uguali, forse si copiano a vicenda perché tra tutti quelli non troverete altro che: 1 fai una lista, 2 metti la roba sul letto, 3 tira la zip fino alla chiusura. Chi ha scritto quelle guide, o pensa che i lettori siano degli imbranati, o non ha mai avuto una valigia e, appena ha chiuso la sua prima, era così contento che doveva condividere la notizia con qualcuno. Ma noi siamo dei viaggiatori, avventurieri, ci piace scoprire il mondo e le leggi che lo governano. Per non dire che ho problemi di autostima e che devo per forza fare qualcosa di diverso e che ho scritto quello che segue solo per usare un titolo pomposo per diventare in una botta sola filosofo e scienziato. Et voilà:

La scienza dentro una valigia.
Anche se a scuola eravate ciucci in fisica e vi eravate promessi di non toccare mai più un manuale, miei cari amici, sappiate che volendo o no, anche quando si deve preparare una valigia, è meglio conoscere le leggi che governano il mondo.

Spazio e Volume
Una valigia ha un certo spazio occupabile, che si misura in metri cubi. Anzi, il volume delle cisterne d’acqua si misura in metri cubi, il volume delle valigie è meglio misurarlo in litri, metro più piccolo e adatto: un litro è 1/1000 del metro cubo. Ok. Quasi tutti i corpi che ci vorremmo infilare hanno un determinato volume quindi, al contrario di come si pensa, c’è un limite preciso a quello che può entrare in una valigia.1403733_621774387914998_7139633782911464745_o

Quando dovete preparare una valigia, non dovete pensare come i gestori delle discoteche o gli autisti in Tanzania: la superficie (spazio al suolo) può anche essere al completo, ma c’è ancora tanto, tanto volume libero per cui continuano a infilarci gente spingendo. Qui entra in gioco l’elasticità dei corpi: se a un corpo viene applicata una forza, questo tenderà a cambiare momentaneamente la propria forma. Significa che se spingete a forza i vestiti nella valigia, si comprimeranno entrando perfettamente e momentaneamente. Bene. Vi ricorderete di questa strana cosa detta “elasticità”, quando la vostra valigia passerà sul nastro dei bagagli, esplosa. (Capita più spesso con le valigie rigide. Non capisco come ci sia gente che compra questi aborti ndr)

Un’altra cosa da tenere in conto è la densità dei corpi.
Alcune ragazze l’hanno ben capito e riempiono di osmio (uno dei metalli più densi) la propria valigia perché, a parità di spazio occupato, ha un peso maggiore. Ben sanno questo principio: aumentare la densità della valigia, usando metalli densi, o eliminando le sacche d’aria e gli spazi vuoti. Le ultime quattro righe possono così essere riassunte: mettete più ordinatamente la roba. Alcuni eliminano l’aria con delle borse apposite, io quando parto per lavoro e ho tutta l’attrezzatura video con me, sono in grado di viaggiare per un mese con un paio di jeans, due magliette e tre calzini, tanto in video gli odori non si sentono. Quando invece posso portare più roba, cerco di eliminare tutti gli spazi vuoti, dando la forma agli oggetti più piccoli dei buchi disponibili. Molti dicono che è meglio arrotolare le magliette invece che piegarle, ma lo dicono perché altrimenti non arriverebbero a 10 consigli. Fate come volete, trovate un vostro metodo, fare la valigia è una cosa molto personale e molte cose si impareranno con l’esperienza, l’importante è che una volta chiusa, la vostra valigia assomigli a una buona partita di tetris.DSC_5262

Siccome di questi tempo predicare sembra portar bene, ho scritto quello sopra tanto per diffondere spicciole pillole di scienze, in realtà io trascuro il piccolo dettaglio che è la scienza e mi affido a Il principio del viaggiatore introducendo così la filosofia della valigia: meno cose hai meglio te la passi. È inutile e stressante andare in vacanza con più roba del necessario, a meno che non abbiate i facchini con voi 24h. Evitate una valigia stracolma di inutilità. Preparate la valigia solo con lo stretto indispensabile, poi buttate fuori tutto e rimettete dentro solo quello che è di assoluta necessità per la sopravvivenza. Molti al ritorno dalle vacanze si chiedono a cosa sarebbero dovuti servire i 7/8 di inutilità di cui era pieno il bagaglio. Per non dire che in tutto il mondo vendono le cose di cui si potrebbe aver bisogno e che –magari, si potrebbe comprare qualcosa di bello nel posto in cui andate. Io ho imparato una serie di trucchi:

– Ogni mutanda ha due lati, basta per quattro giorni: primo giorno lato 1, secondo giorno lato 2. Durante il secondo giorno lo sporco del lato 1 sarà assorbito dai jeans per cui il terzo giorno si può riutilizzare il lato 1 e il quarto giorno il lato due. E così un con una mutanda ci fai mezza settimana. Ho un amico che dice di riuscire a fare questa cosa per 5 volte ma non mi ha detto come fa.

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– Portare i profumi non è una buona idea: attirano le tigri e in aereo le boccette troppo grandi sono troppo vietate. A meno che non stiate andando a Ibiza e avete quindici anni non avrete bisogno di non fare puzza. Se avete quindici anni, invece, avete sbagliato post, dovreste cercare “come rimuovere i brufoli prima di arrivare a Ibiza per avere libero accesso a pomiciate promiscue in discoteca durante un pezzo di DJ Ultrastalker”.

– La rivincita dei menomati. Conosco un tizio a cui manca una gamba che ha la possibilità di portarsi il doppio delle paia di scarpe. Per chi ha due gambe, ricordate che nei posti caldi potete usare spesso le infradito e nei posti freddi i piedi non puzzano. L’unica cosa a cui dovete badare è di avere un paio di scarpe comode per camminare tanto, in viaggio capita di camminare.

– Io la chiamo trinità. Le uniche cose a cui dovete dar peso sono il passaporto, i soldi e il cellulare. Non vi manca niente, perché tutto deriva da queste tre cose e nel caso peggiore, se vi prende paura, potete pagare qualcuno che vi porta in aeroporto, dove vi chiedono il passaporto per partire, e potrete telefonare a casa dicendo di preparare la cena per la sera. La trinità non va mai lasciata incustodita, va sottoposta a triplo check prima di ogni spostamento. Io, per non dimenticarla, la tengo fuori fino all’ultimo in un posto dove non posso dimenticarla, per esempio per terra di fronte la porta. Trinità, tutto il resto è inutile. DSC_1487

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Gabriele Saluci

Gabriele Saluci

Gabriele Saluci adesso è in viaggio. No, è tornato. No, ancora è in giro. Non si sa dov'è perché è sempre da qualche parte a fare qualcosa. Fa viaggi e video, e video di viaggi. Ha pedalato per l’Europa dall’Islanda al deserto del Sahara girando dei video che potete vedere sul suo blog o su SKY. Quando non fa viaggi o video di viaggi, scrive di viaggi.

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